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L’Aeroporto Militare di Milano Marittima

Estate, Eventi e Tradizioni Autore: Glenda Adviva 14 Novembre 2017
aereo militare

Cervia e Milano Marittima, due città ricche di turismo ma anche storia

Vacanze, sole e mare: spesso, tra le “pagine” del nostro blog, ti abbiamo parlato di questi aspetti di Cervia e Milano Marittima . Abbiamo cercato di dare il giusto peso anche alla nostra storia, fatta di tradizione e ospitalità. Oggi, complice un anniversario passato da poco, vogliamo svelarti anche gli anni più dolorosi delle nostre città, quelli della Seconda Guerra Mondiale.

Come tutto il resto del nostro Paese, anche Milano Marittima e Cervia sono state, sfortunatamente, protagoniste del conflitto tra il 1943 3 il 1945. Questo fino al 22 ottobre del 1944 quando Cervia venne liberata. Poco più di un mese dopo, il 4 dicembre 1944, anche la città di Ravenna fu libera dall’assedio nazifascista.

La liberazione della costa durante gli anni della guerra

Quando si riguarda alla storia del nostro Paese, sembra impossibile che certi fatti abbiano interessato delle città che tutti conosciamo e amiamo. Ci risulta difficile immaginare la vita dei nostri nonni in quegli anni e che quello in cui viviamo noi oggi sia stato un luogo strategico per le attività militari durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Facciamo un piccolo passo indietro fino a quell’epoca. Già allora Cervia e Milano Marittima avevano la vocazione di città di villeggiatura, ricordi che te ne abbiamo già parlato?

Tra le vie delle città si potevano trovare hotel, alberghi o ville che potevano accogliere le truppe, creando dei comandi o dei centri per il supporto delle attività belliche.

I tedeschi durante la loro permanenza in questo territorio prestavano particolare attenzione al molo e alla costa, convinti che prima o dopo gli avversari sarebbero sbarcati e li avrebbero attaccatati. Sebbene questo non sia mai accaduto, alcuni testimoni hanno affermato che solo dopo la liberazione di Cervia i militari inglesi si diressero a Milano Marittima per liberarla a sua volta. Incontrando, però, la resistenza tedesca dalle due colonie (Montecatini e Varese) e dai bunker che erano stati costruiti in riva al mare.

Alla fine della giornata del 22 ottobre 1944 anche Milano Marittima venne liberata.

La costruzione e l’utilizzo dell’aeroporto militare

In seguito alla liberazione il comando degli Alleati decise di costruire un aeroporto militare all’interno della pineta di  Milano Marittima. Con un piccolo sforzo d’immaginazione possiamo pensare all’intera area disboscata, quindi molto diversa da come appare oggi.  Sempre animata da un via vai di soldati e caccia militari che spiccano il volo.

Come mai il comando alleato inglese decise di costruirlo proprio in pineta? Secondo alcune fonti le alte fronde degli alberi sopravvissuti al disboscamento avrebbero coperto, o perlomeno riparato, l’aeroporto da occhi indiscreti. La zona veniva illuminata costantemente e aveva una struttura ben fortificata contro gli attacchi aerei nemici.

La pista, lunga 1500 metri, si trovava a poche miglia dal fronte, questo rendeva più facili e immediati i soccorsi verso le truppe che combattevano al fronte via terra.

Anche se venne utilizzato per soli 7 mesi, l’aeroporto fu un’opera che ebbe un grosso impatto ambientale. Per molti anni il luogo rimase inutilizzato e versava nel medesimo stato di abbandono in cui lo lasciarono i soldati, che non avevano esitato a dimenticarsi dietro tutto quello che era ormai diventato inutile.

Negli anni successivi vennero piantati i pini che oggi possiamo ammirare e l’area ripulita. Nel 1987 venne raggiunto l’obiettivo di rendere di nuovo agibile e sicura la zona. L’area fu aperta al pubblico e la zona che un tempo era l’aeroporto oggi la si può distinguere per il sottile tronco dei pini più giovani.

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