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La Misteriosa Leggenda di Azzurrina

Autunno, Eventi e Tradizioni, Tempo Libero e Divertimento Autore: Glenda Adviva 31 Ottobre 2017
mistero azzurrina

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Come ogni regione, paese o città, anche noi in Emilia Romagna abbiamo le nostre storie di “paura”! Non tutti i miti e le storie però sono frutto di fantasia o di una fervida immaginazione. Alcune sono talmente incredibili da non sembrare vere, eppure… Non si dice forse che ogni storia abbia sempre un fondo di verità?

Azzurrina la bambina del castello

Era il 1370 quando Ugolinuccio di Montebello, feudatario di un appezzamento di terra nel Montebello di Torriana (RN), ebbe dalla moglie una bambina. La piccola da subito si era dimostrata molto diversa dalle altre neonate: non poteva passare inosservata la sua carnagione chiarissima. La bimba, infatti era albina, pallida e dai lunghi capelli candidi. In quegli anni, visto come un segno del demonio, era motivo di grande preoccupazione per la madre, che le colorava periodicamente di nero i capelli.

I pigmenti però, molto volatili, non venivano trattenuti dai capelli bianchissimi della piccola, che erano forti e poco ricettivi al colore. I tentativi della madre diedero così un risultato inaspettato: i capelli lunghi della figlia assunsero un colore azzurrino come i suoi occhi, dando origine al soprannome di Azzurrina.

L’espediente della madre non bastò a far vivere una vita serena alla piccola, tanto che il padre decise di farla seguire costantemente da due guardie, Domenico e Ruggero. Queste non le permettevano mai di uscire di casa per proteggerla dalle malelingue e dai pregiudizi che il popolo le avrebbe riversato contro.

Nel 21 giugno 1375 il giorno del solstizio d’estate, quando ormai Azzurrina aveva 5 anni, il padre lasciò la piccola alle due guardie per andare in battaglia. Trovatasi a giocare nel castello come al suo solito, passava il tempo divertendosi con una palla di stracci, mentre fuori il temporale si abbatteva instancabile. Le guardie, sempre vicino alla bambina, la videro rincorrere la palla che cadeva, rotolando, in direzione della ghiacciaia sotterranea, per recuperarla.

Dopo poco un urlo avrebbe allertato le guardie, che sarebbero entrate nel locale attraversando l’unico accesso… Lì non avrebbero trovato né la palla né la bimba. Entrati nella stanza, il temporale che fuori infuriava sarebbe cessato, con la scomparsa di Azzurrina.

La scomparsa di Azzurrina: tra fantasia e realtà

Ancora oggi sono molti i testimoni che affermano di aver visto il fantasma di Azzurrina. Si narra che la bimba si aggiri per il castello, mostrandosi ogni 5 anni, con il cadere del solstizio d’estate.

Ma come è nata questa storia che ormai ha trovato il suo pubblico anche al di fuori del nostro territorio?  Tramandata per secoli, si suppone sia stata modificata nel corso degli anni, subendo sempre più contaminazioni. Nel 1620 finalmente la storia venne messa per iscritto da un parroco, ma ormai gli anni erano passati e chissà quale versione venne trascritta.

Un’altro controverso aspetto della vicenda è la mancanza di una nome di battesimo. Sempre citata o nominata come Azzurrina, la bambina avrebbe potuto chiamarsi Guendalina o Adelina, ma sono solo supposizioni.

In realtà non abbiamo neppure la certezza che il documento sia stato redatto realmente, non essendo arrivato ai giorni d’oggi. Un aspetto più “scientifico” riguarda le tinte che sembrerebbe venissero usate per colorare i capelli della piccola. Nessun pigmento del territorio potrebbe tingerli di azzurro. Insomma, la storia ha gran poco di reale (confermata da studi specifici su presenze e fantasmi), ma è ormai un punto di riferimento per il castello e le feste ad esso collegate.

Qualcosa accade davvero in quel luogo, una bimba è probabilmente davvero scomparsa. Forse giocando o forse per una malattia che l’ha portata via. Qualsiasi sia la vera storia, a noi non è dato saperla, ma è anche questo il bello dei racconti, no? L’alone di mistero e incertezza dietro ad ogni particolare.

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